Le pause riflessive

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Mi hanno scritto alcune di voi  (i maschi mi sa tanto che  da qui si tengono alla larga per qualche strano fenomeno atmosferico-paranormale ma tant’è) chiedendomi preoccupate che fine avessimo fatto.

Beh! Prima di tutto rassicuro tutte (se c’è anche qualche maschio prego battere un colpo e cambio volentieri la “e” in “i”) dicendovi che stiamo bene, prosperiamo più o meno allegramente in un traumatico rientro post vacanziero.

Diciamo che abbiamo fatto la fine di quelle che non ce la fanno a stare dietro a tutto, tutto, e a volte le cose divertenti (tipo scrivere su questo non-blog) devono essere messe da parte.

Nel complesso vi rispondo riassumendo le nostre recenti passate esperienze (sulle quali per voi rimarrà – fatevene una ragione anche se so che è difficile – un alone di fitto mistero) con alcuni brevissimi aneddoti.

Aneddoto n.1:

Bambola parte spedita a casa di amici su per una gigantesca rampa di scale senza parapetto. Da sola.

La sottoscritta allarmata vedendola già al sesto gradino e praticamente sull’orlo di un precipizio, oddio ora cade potrebbe autodistruggersi in un nanosecondo, oddio se scivola di lì ci tocca correre al pronto soccorso, potrebbe sfregiarsi, ma dove sarà il pronto soccorso in questa landa deserta, oddio adesso se la chiamo si ditrae e scivola di sicuro, oddio, oddio. Questo era ciò che passava a velocità supersonica nella mia mente anche se dalla bocca ne uscivano le seguenti, calmissime parole: “Giulia, dove vai da sola, cara? Ricordi che non sai scendere?”

Bambola con voce ferma e serena: “Mamma, so cosa sto facendo.”

Ricordo a tutti che la pargola ha due anni appena compiuti. E mi ha già messo a tecere.

Aneddoto n.2:

Abbiamo imparato a memoria, tutta e in inglese questa simpatica canzone che il papà di Giulia le ha per fatidico errore fatto sentire su youtube per la prima volta un paio di mesi fa.
Eccola ma fatene segreto e soprattutto non fatela MAI E POI MAI ascoltare ai vostri figli. Diventerebbe un tunnel senza uscita.


Vedete i 59 milioni di visualizzazioni che ha avuto?

Calcolate che 58 milioni e 900 mila sono i nostri.

Aneddoto n.3:

Giulia ha imparato (più o meno) a disegnare.

Una delle sue primissime manifestazioni creative è stato il ritratto di mamma e papà.

Eccolo:

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Io sarei quella a sinistra, mi pare ovvio no?

Aneddoto n.4:

Giulia ha degli amici. Tipo bambini più o meno coetanei frequentati durante le vacanze. Tipo gente che dice continuamente “cacca puzzina” e se ne fa un vanto. Tipo gente che ci ha fatto trascorrere davvero dei meravigliosi pomeriggi estivi ma…c’è un ma.

Ultimamente qui in questa casa non si parla d’altro se non di N. e di F. e di F femmina ecc. Non se ne viene fuori. Li si vuole chiamare al telefono alle 11 di sera, oppure li si vuole invitare alle ore più improbabili e con zero minuti di preavviso.

Non oso immaginare cosa succederà quando Bambola incontrerà il primo biondo ciuffonato che le farà perdere il chiccherone a scuola. Vabé. Evidentemente queste sono prove tecniche…

Aneddoto n.5:

Abbiamo partorito una enorme riga rossa sulla resina del bagno, per di più autodenunciata dalla malfattrice. Santo Vim in polvere l’ha cancellata immediatamente prima che mi venisse un doppio infarto.

Aneddoto n.6:

I cani di casa sono ormai delle vittime. La bambina li infastidisce, li maltratta, li tira, li stropiccia. Loro sopportano. E non c’é niente che si possa fare o dire per evitare queste torture ai poveri quadrupedi.

Uno di loro ha assunto il nuovo nome di “Tollerone”.

Eccone prova inconfutabile:

presidente

Conclusione:

Come vedete, state serene: la vita qui da noi continua nonostante tutto…

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8 pensieri su “Le pause riflessive

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