Inquietanti silenzi

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C’era un periodo in cui ce l’avevo sempre in braccio o a portata di mano.

Non camminava, non parlava, bisognava interpretare, stava sempre, necessariamente sott’occhio.

Adesso, a un anno e mezzo, è diverso.

E’ un po’ più indipendente. Fa le sue cose, a volte anche da sola.

Non so se sono una madre snaturata, ma può capitare che ogni tanto io la perda di vista per quei 20/30 secondi.

Magari perché mi distraggo di fronte al computer o perché sto semplicemente pensando ad altro.

 

Ed è lì che l’infingarda mi frega.

Dovrei accorgermene dal silenzio pneumatico che improvvisamente si crea in casa.

Ma non me ne accorgo se non troppo tardi ovviamente.

Ovvero quando, ridestata da insoliti rumori isolati e rimbombanti in quell’innaturale quiete, improvvisamente rinvengo.

Torno in me e la ritrovo in svariate faccende affaccendata.

Tipo:

a) con piedi + calzini immersi nella ciotola dell’acqua dei cani mentre sguazza come un’anatra con la panza da camionista

b) con le spazzole per i capelli (in precedenza sapientemente collezionate) galleggianti dentro alla suddetta ciotola

c) con le manine penzolanti dentro la vasca da bagno piena, le stesse manine che hanno appena lasciato cadere un bel rotolo di carta igienica nell’acqua, per poi dire innocentemente “ca-du-to”

d) di fronte al suo armadio nuovo, dopo averne tirato giù tutto il contenuto, trasformato in un delirante cumulo di oggetti colorati

e) con la matita blu in mano dopo aver scarabocchiato per intero il suo mobile giochi un tempo bianco come la neve.

 

Si.

Ne deduco due cose:

una è che la ragazza ha parecchia fantasia.

E l’altra è che sarebbe meglio non distrarsi troppo lasciando spazio a inquietanti sfoghi di creatività.

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3 pensieri su “Inquietanti silenzi

  1. Pivella! A me nella vasca da bagno ci ha buttato il cordless, quando costava non 20 euro come adesso, ma quattrocentomila lire, e io avevo pure il mutuo che mi strangolava!

    E dei pupazzi sulla carta da parati, ne vogliamo parlare? Considera che ho nascosto tutti i colori esistenti prima di far rimbiancare la stanza, così la poverina si è dovuta arrangiare col mio rossetto… una magnifica pupazza rossa, sulla prima parete imbiancata, mentre le altre erano ancora da fare!

    Eppure, sapessi quanto mi manca quella meravigliosa tenera pupazza rossa!

  2. ‘tzè! ti giri a scolare la pasta e pensi che sia ancorato bene al seggiolone, dal quale riesce a divincolarsi meglio di Houdini e a gettarsi di testa meglio di Klaus Di Biasi e Giorgio Cagnotto messi assieme. Stai tirando giù i tendoni dalla sala e te lo ritrovi a gambe a penzoloni perché la scala è più bella dello scivolo del parcogiochi… Benvenuta!
    Roberta

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