La vita sa sempre sorprendermi.

“C’era una volta, una nuvoletta che galleggiava nell’aria di una casa dove viveva una bambina di nome Giulia.

Quella nuvoletta era legata ad un palloncino con un filo, così il palloncino, salendo verso il soffitto, la tirava su.

Ma lei era triste perché non voleva restare chiusa in un appartamento; ma voleva volare libera nel cielo.

Allora chiese alla bambina di aiutarla.

La bambina la prese per il filo, la portò in camera sua, e le disse che, anche se non poteva volare libera nel cielo, avrebbe sempre avuto un’amica con cui giocare”.

Fine della favola che la sottoscritta raccontava a Bambola mentre la tenera frugoletta faceva colazione questa mattina.

Ciò che in vero (e lo posso giurare) è accaduto realmente di lì a pochi minuti, è quanto segue.

In casa ad un certo punto, si sa, era arrivato lui:

foto

Poi la fantasia della mamma (cioè io) aveva prodotto lei,  ovvero una simpatica nuvoletta in lana subito battezzata “Mom-mo-le-tttta”:

foto-3

Poi Mommoletta e Babbapapà si sono uniti in matrimonio tramite in complicatissimo sistema di contrappesi e micro-zavorre appositamente studiato (dal papà) per consentire l’autonoma quanto leggiadra e lentissima deambulazione del risultante marchingegno in giro per il soffitto della casa:

foto-3

(standing ovation per la poeticità della situazione please)

Ora il caso ha voluto che, dando concretezza alla profezia poc’anzi raccontata, Mommoletta e quell’infingardo di Babbapapà, non appena la sottoscritta si è fugacemente distratta lasciando temporaneamente la finestra del soggiorno aperta, se la siano bel belli e placidi, elegantemente svignata, varcando in silenzio la soglia e puntando, finalmente liberi, verso il frizzante cielo invernale.

Spinti da un vivido anelito di libertà e da una serie di micro correnti che solo il complicato sistema di contrappesi del marchingegno e l’elio in esso contenuto hanno saputo cogliere, utilizzare e sfruttare, hanno in silenzio conquistato una vita libera.

Mommoletta e Bappapaà sono evasi questa mattina;

non si sa bene a che ora.

Fatto sta che a un certo punto, girando per casa e cercandoli in ogni dove, non si sono più trovati.

E, devo dire, la casa senza di loro era solitaria e triste.

Abbiamo ricostruito la dinamica dei fatti solo dopo, a mente lucida e dopo attenta indagine investigativa.

Mommoletta e Babbapapà ora, sono certa, se la stanno godendo lassù, ormai lontani da noi poveri mortali, diretti verso terre lontane ed esotiche, dove sicuramente potranno coronare tutti i loro sogni.

Di qualunque genere essi siano.

.

Da oggi in poi, quando uscirò in passeggiata con i cani, guarderò il cielo proprio come ho fatto questa sera, e penserò a quei due cuori vaganti.

E alla faccia che farà il passante che a un certo punto camminerà per strada e si ritroverà accanto, ad altezza naso, una nuvola legata a un filo, poi guarderà un po’ più in su seguendo quel filo, e troverà un palloncino rosa che lo saluterà con la manina.

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