Di quando gli errori non passano inosservati nemmeno prima di cadere addormentate

pinocchio-fataturchina

Il caso ha voluto che, nel racconto serale della favola di ‘Entola (leggi: quella gran culo di Cenerentola – chi capisce la citazione colta, coltissima meglio per lei/lui), che si ripete dalle 5 alle 6 volte per sera prima che Bambola crolli, io mi sia continuamente sbagliata, toppando clamorosamente il nome della fata.

Ad una più approfondita ricerca, Wikipedia mi ha dato come riferimento certo “Fata Smemorina”.

Nasce qui dunque un problema, in quanto per settimane la fata della “mia” Cenerentola si è chiamata Turchina (che poi pare fosse quella di Pinocchio).

Ieri, durante il primo dei 5/6 racconti serali, ho apportato la dovuta correzione: “…E allora mentre Cenerentola piangeva, piangeva, piangeva, apparve la Fata Smemorina…”

A quel punto Bambola si è destata improvvisamente nella penombra della camera e, con una vocina di rimprovero, è intervenuta: “Tu-cc-chi-na” (leggi: mamma che fai, dormi? Non lo sai che quella fata si chiama Turchina?! Per settimane me l’hai chiamata così e adesso che fai? Ti distrai? Insomma, me la devo raccontare da sola la favola di Cenerentola?)

.

Mi pare ovvio che per noi quella fata si chiamerà per sempre Turchina.

E ‘sti cavoli di Wikipedia.

 

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4 pensieri su “Di quando gli errori non passano inosservati nemmeno prima di cadere addormentate

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