Non si finisce mai di studiare

Allora ero lì che cercavo di raccontare una favola a Giulia.

Ed è venuta fuori una storia psichedelica di una giovane ragazza vestita di stracci che doveva andare a un ballo, ma poi incontrava un ranocchio, se lo baciava e si addormentava come un sasso.

Per tipo 40 anni.

Poi a un certo punto le cadeva una mela rossa in testa e si svegliava circondata da sette piccoli nani (di cui uno si chiamava Pio).

Dopodiché, per fuggire dai nani che la deprimevano, si guardava intorno, vedeva una strada e si metteva serena a fare l’autostop.

Poco dopo si fermava un biondone tutto tatuato in Harley Davidson che la caricava e se la portava via.

E fu così che i due, la poraccia vestita di stracci e il biondone tatuato (che a occhio e croce ricordava Brad Pitt) vissero felici e contenti.

Bambola ascoltava basita.

Alla fine, a ripercorrere la mia creazione narrativa, ho pensato che non solo devo urgentemente fare un ripassino di favole per bambini, ma che i traumi infantili vengono per molto, molto meno.

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2 pensieri su “Non si finisce mai di studiare

  1. A parte il ripasso a me le improvvisazioni piacciono da matti! quindi vai così!!e poi per le femmine le fiabe sono a centinaia..per i maschi..uhhm..scarseggiano..Quindi io, scrittrice bohémienne, ne ho inventate di nuove..tutte per lo più a sfondo agreste..roba di galline che si coalizzano con le volpi..pulcini che si perdono perché vogliono visitare il bosco…

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