C’era una volta (ma ora non c’è più)_capitolo terzo

C’era una volta una giovane donna che sognava una vasca da bagno tutta per sé.

Una di quelle semplici ma confortevoli, pratiche ma accoglienti.

Una di quelle in cui fare rilassanti bagni con profumati bagnoschiuma alla vaniglia.

Dolci da fare schifo e da inebriare il cervello.

Quella donna un giorno, decidendo di ristrutturare il proprio appartamento, misurò in su e in giù, in largo e in lungo, il piccolo bagno che aveva a disposizione pur di farci entrare il suo sogno.

Una vasca 70×150 (minimo), da incassare lievemente.

Bene, quella donna la scelse e cominciò a sognare il momento nel quale si sarebbe potuta immergere nell’acqua profumata.

Quella donna ancora sogna.

Perché, anche se i lavori sono finiti da un pezzo, la vasca è lì immacolata e sola in attesa del suo bagnoschiuma alla vaniglia, e lei, la povera donna, non ha ancora avuto il tempo nemmeno di usarla una volta.

C’erano una volta dei sogni superflui.

Oggi non ci sono più.

Fine della favola.

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