Lo sfinimento.

La bambina aveva riposato nel pomeriggio.

Aveva riposato troppo.

Infatti, alle 10 di sera era ancora carica e operativa come Madonna a un concerto al Madison Square Garden.

La mamma e la bambina avevano giocato, guardato la tv, disegnato palloncini, rincorso cani, mangiato, parlato, cantato, ridisegnato, letto libri, sfogliato riviste, gonfiato palloncini, rimangiato.

Ma niente.

La bambina voleva di più.

A nulla era servita la cara amica Camomilla-Milupa-Santa-Subito.

Il duplice avvicinamento al lettino si era concluso con una doppia crisi isterica al grido di “Caiii! Caiii! Satta!!” (Leggi: Cammina! Voglio camminare! Voglio pure saltare, saltare, saltare!)

La mamma era ormai stravolta quando, all’appropinquarsi della mezzanotte, chiamò il papà proferendo due sole parole: “VIENI SUBITO”

Quella sera la bambina si addormentò fra le braccia del padre (la mamma era in avanzato stato catatonico) alle ore 00:45.

E la mamma giurò che non avrebbe mai consentito a nessuno, da allora in poi, di farla dormire il pomeriggio per più di 15 minuti.

Fine della storia.

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